La ricerca di un’alleanza con la natura: Land Art

Uno dei problemi salienti del ventesimo secolo è stato il mutamento del paesaggio naturale completamente stravolto dal clima e dai nuovi assetti urbani. Molti artisti e architetti contemporanei hanno affrontato la questione prima ancora che diventasse uno slogan internazionale, portando alla ribalta i temi dell’ecologia e della sostenibilità.

Alla fine degli anni ’60 nasce un movimento chiamato Land Art, che interviene in modo diretto  sull’ambiente naturale, cercando di ritrovare un equilibrio con esso. Alcuni artisti invece, come Keith Haring, intervengono sulle pareti delle città con pannelli e bombolette spray. Gli architetti già negli anni ‘50 –per esempio “la città vivente” di Frank Lloyd Wright- si prefiggono l’obbiettivo di costruire strutture ed edifici urbani ecologici, limitando lo sfruttamento intensivo delle risorse energetiche.

Ma che cos’è la Land Art?

Nel 1969 il gallerista Gerry Schum (1938-1973) realizzò un documentario chiamato “Land Art”, in cui troviamo gli interventi dei principali esponenti dell’arte ambientale, nata proprio in quegli anni: Smithson, De Maria, Long, Heizer.

Il movimento si sviluppa negli Stati Uniti anche grazie alla presenza di grandi estensioni territoriali come canoyn, deserti e laghi. Gli artisti operano in modo diretto con gli scenari naturali, utilizzando elementi come pietre, acqua, sabbia, neve, vento, fulmini, terra.

Uno dei progetti che mi ha più incuriosito è sicuramente Spiral Jetty di Robert Smithson (1938-1973), realizzata nel grande lago salato dello Utah.

 

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Spiral Jetty, Robert Smithson, Great Salt Lake, 1970


L’artista decide di intervenire su un luogo abbandonato e devastato dalla  produzione industriale e dallo sviluppo metropolitano. L’opera rappresenta un’enorme spirale di terra che si dispiega dalla riva al centro dello specchio d’acqua. Il lavoro, di grande impatto, è destinato a dissolversi con il passare del tempo in quanto i materiali utilizzati sono effimeri ed esposti agli  agenti atmosferici e alle correnti lacuali.

Molto simile è il lavoro di Richard Long, il quale mette in una relazione armoniosa uomo e paesaggio. I suoi lavori mirano ad un arte di tipo concettuale, dove l’idea è più importante dell’estetica finale dell’opera, come A line made by walking del 1967. Si tratta di una serie di rappresentazioni fotografiche di una linea appunto lasciata dal passaggio dell’artista avanti e indietro nell’erba di un prato.

 

 

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A line made by walking, Richard Long,

 

Tra le opere di maggiore importanza di Micheal Heizer è da citare Double Negative, da Gerry Shum nel film. L’opera forma due enormi canyon artificiali lunghi più di 400 metri che attraversano la valle Moapa, nel deserto del Nevada.

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Double Negative, Micheal Heizer, 1969, valle Moapa

Dalla fine degli anni 90 l’artista si è invece occupato di un grandissimo progetto dal nome “City”, nel deserto del Nevada, presso Lincon Coutry. Il complesso, ancora incompiuto e non accessibile al pubblico, rimanda alle giganti architetture del passato, ed è costruito in cemento, terra, rocce e ferro. Attorno si trovano le pitture rupestri dei nativi americani e un habitat geologico davvero peculiare.

Di grande importanza risulta anche la Lightning Field di Walter De Maria (1935-2013): in una vasta e arida pianura circondata da montagne presso Catron County, New Mexico, sono stati posizionati dei pali di acciaio disposti in file che, nei giorni di temporale, assorbono fulmini, generando così un enorme campo magnetico. L’opera è del 1977 e mette in scena uno spettacolo di luci che sfrutta l’effetto di 400 parafulmini posti in circa tre chilometri quadrati.

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Lightning field, Walter De Maria, 1977, Catron County

L’obiettivo di questi artisti è quello di rinunciare all’opera d’arte come oggetto o manufatto da immettere nella rete commerciale del mercato artistico, per ritrovare un rapporto diretto con le forze naturali (Bertelli, Land Art, 2010).

Trovo che l’arte ambientale sia in grado di orientare lo spettatore verso un’attiva presa di coscienza ecologica poichè il paesaggio ormai è devastato ad opera dell’uomo e l’arte è l’unica via che mostra la cruda e attuale realtà. Molte infatti sono le immagini che possiamo trovare sul web nelle quali si mira alla sensibilizzazione ecologica.

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Sara Biancardi

 

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