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Dopo la COP21 di Parigi, arriva Filosofarti 2017 che, anche se non è un convegno sull’ambiente ma ben si il festival di filosofia di Gallarate, affronta con virtù l’argomento del cambiamento climatico e dello sviluppo sostenibile.

Per parlare dell’argomento al Teatro delle Arti, è stato invitato Luca Mercalli (meteorologo, divulgatore scientifico e climatologo) il giorno sabato 18 febbraio 2017.

Visto il contesto del festival in cui era immerso questo incontro, le informazioni ed i dati puramente scientifici sono stati minimi (ma d’altronde lo scopo della lezione magistrale non era la pura divulgazione di dati) ma le riflessioni etiche e filosofiche sono state ricche di spunti e numerose (e speriamo anche efficaci).

D’altro canto si sentiva il bisogno di un dibattito filosofico dal momento che la sensazione più diffusa è quella che negli ultimi decenni la filosofia si sia un po’ chiusa, sia diventata per pochi circoli eletti. Eppure non è questo il suo intento! Anzi, è fatta per tutti, per essere per ciascuno di noi “quell’ago della bussola nella tempesta” di cui si ha sempre bisogno.

Un ago della bussola che viene da pensare sempre più utile per capire la natura umana e la sua evoluzione in armonia con il resto del mondo dal momento che l’umanità ha iniziato a sentirsi distaccata dalla sfera naturale, soprattutto dopo l’avvento dell’agricoltura e del concetto di accumulo.

Attenzione però: non si vuole accusare l’agricoltura di essere la colpa di tutti i mali, anzi essa ha permesso l’evoluzione culturale dell’uomo e la costituzione della società (poiché di conseguenza si sono formate anche delle classi e delle gerarchie sociali). Di per sé anche l’idea di accumulo non è del tutto malvagia poiché ha permesso di superare i periodi in cui era momentaneamente più difficile procurarsi le risorse per vivere permettendo di dedicarsi anche ad altre attività quali l’arte, la musica, la filosofia e molte altre ancora. Il vero problema dell’accumulo giunge quando esso diventa un eccesso, un eccesso di avidità e di tracotanza.

La scienza ha individuato (con tanto di dati e di studi) nei cambiamenti climatici alcune delle conseguenze dannose di questi atteggiamenti di tracotanza e poco virtuosi, eppure, nonostante tutto, sembra che non si riesca ad ottenere delle azioni e dei risultati concreti soddisfacenti. Come mai? Mercalli risponde a questa domanda affermando che la sola scienza non è in grado di muovere le masse ad azioni virtuose: per questo compito, è necessario l’intervento della parte emotiva e del desiderio dell’uomo. Infatti è attraverso il desiderio (accompagnato dal ragionamento e dal raziocinio) che si agisce per un’evoluzione culturale e mentale affinchè si possano compiere dei veri passi per migliorare la nostra condizione.

Alcune delle soluzioni le sappiamo tutti (anche perché sono anni che se ne parla) e per altre buone alternative si è sempre in tempo di procedere velocemente con la loro ricerca. Non aspettiamo che qualcun altro compia la rivoluzione culturale per ripristinare un sano rapporto di armonia con il nostro ambiente. Abbiamo bisogno di azioni concrete.

 

Emmanuele Occhipinti

 

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