Cosa succede quando bruciano plastica, rifiuti speciali e amianto

Venerdì 5 maggio lo stabilimento Eco X sulla Pontina Vecchia (Roma) ha subito un incendio. Una nube nera si è sparsa in tutta la zona circostante e ha continuato a bruciare per tutto il fine settimana, a causa del forte vento che ha alimentato il focolare.

L’incendio è uno dei più importanti disastri ambientali. Alla popolazione è stato chiesto di non uscire di casa e di serrare le finestre, molti hanno avuto problemi alle vie respiratorie. Ma già nel novembre 2016 i cittadini denunciarono per la notevole quantità di rifiuti nell’azienda, temendo il conseguente rischio di incendio.

Secondo un’indagine ARPA nello stabilimento vi erano prodotti come plastiche, materiali edilizi, rifiuti speciali (tossici) e probabilmente anche amianto. Quando questa categoria di rifiuti brucia, si forma una famiglia di composti cancerogeni nell’aria chiamati diossine. È risaputo che queste sostanze siano responsabili dell’inquinamento di acque, suoli portando danni anche all’allevamento.

Un caso simile fu nel 2003, ad Acerra, Campania, dove la diossina ha impedito e impedisce tuttora l’allevamento del bestiame e l’agricoltura. Questo perché è una sostanza che confluisce nei fiumi e varie risorse idriche. La ex fabbrica Monte Fibre del comune di Acerra, dismessa da una decina di anni, ha subito nel tempo vari incendi –mai controllati perché lo stabilimento mancava di allarmi antincendio- e conteneva anch’essa rifiuti tossici. Il bestiame è stato soppresso perché la maggior parte conteneva latte con un alto contenuto di diossina e quindi tossico. Ma possiamo riportare tanti altri esempi:  il 26 aprile 2017 è andato in onda un servizio de “Le Iene” in cui si mostra la situazione a Giardinetto, in provincia di Foggia, dove la popolazione lentamente muore a causa di scorie tossiche, metalli pesanti e amianto. Non mancano poi i luoghi di stoccaggio in cui eco balle aspettano di essere compattate, come nel caso di Taverna del re, sempre nel comune di Acerra. Oppure le molteplici discariche abusive che troviamo in qualsiasi parte dell’Italia. Per non parlare degli inquinanti genotossici aerodispersi a Ilva di Taranto. Ma la lista è infinita.

Esistono danni salutari quando bruciano queste categorie di rifiuti?
Dopo l’incendio dello stabilimento Eco X molte persone hanno avuto dei malori. Come rivela Arpa Lazio i valori dell’aria sono entro i limiti di legge e la qualità dell’aria nel comune e provincia di Roma non risulta estremamente dannosa. Inoltre, nella giornata di venerdì, sono già stati presi dei campioni in prossimità dello stabilimento che determineranno le effettive sostanze inquinanti disperse.

Tuttavia, gli effetti sulla salute si vedranno nei prossimi 30/40 anni con conseguenti malattie correlate: mesotelioma, tumore al polmone e altri cancri delle vie aeree e del tratto gastrointestinale.

Secondo Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio: Questo è uno dei peggiori incendi di rifiuti degli ultimi anni e va fatta immediata chiarezza su cause e conseguenze, che possono essere molto gravi per il territorio interessato, dato soprattutto l’inquinamento potenziale che le plastiche incendiate potrebbero diffondere e far ricadere al suolo. Chiediamo ad Arpa Lazio che già attivato tutti i monitoraggi, uno sforzo nella pubblicazione più veloce possibile dei risultati, per avere risposte sullo stato di qualità dell’aria e del suolo, durante e dopo questo drammatico incendio e sperando che i risultati possano far stare tranquille le persone. Intanto però a tutti i sindaci dei comuni coinvolti, chiediamo di mettere in campo tutti gli strumenti necessari per la salvaguardia della salute e dell’ambiente”.

Sara Biancardi

Documenti utili:
Biutiful cauntri, film documentario
Arpa Lazio: http://www.arpalazio.net/main/aria/
Inquinamento atmosferico: http://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/aria/qualita-dellaria/approfondimenti/inquinanti-atmosferici

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