Con il calare del sole ed il “fuggi fuggi” dalla spiaggia da parte dei turisti, lo scroscio delle onde del mare diventa pian piano la musica principale che pervade l’aria impregnata di odore salmastro.

Mentre il sole si appropinqua ad oltrepassare l’orizzonte, mi rilasso osservando le ultime imbarcazioni a vela levare l’ancora lasciandosi alle spalle “Plage du Estagnol”, una delle meravigliose insenature del sud della Francia (poco più ad est di Hyeres). Improvvisamente al concerto del mare si aggiunge un coro di gabbiani. I volatili – probabilmente attirati dagli scarti lasciati sulla spiaggia dai bagnanti – non si fanno troppi problemi ad avvicinarsi all’uomo e a farsi fotografare a distanze ravvicinate permettendo agli occasionali osservatori di poterli ammirare nella loro eleganza ed attirando la mia curiosità.

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Successivamente ho cercato maggiori informazioni per avere un quadro più dettagliato in merito a questa creatura che molte volte accompagna le nostre vacanze. Sfortunatamente su Internet circolano molte informazioni, immagini, video e “simil articoli” che non rendono giustizia (ma, anzi, mettono in cattiva luce) tutte le specie di gabbiano. Da questo fattore scatenante nasce la necessità di avere a disposizione un articolo semplice, descrittivo e sincero che mostri l’affascinante complessità di questi volatili.

P_20170815_190215Bisogna precisare che la specie di gabbiano in questione è Larus michahellis, più comunemente chiamato gabbiano reale mediterraneo (o anche “zampegialle”). Appartenente all’ordine dei Caradriformi ed alla famiglia Laridae, il gabbiano reale mediterraneo è di grandi dimensioni ed arriva anche ad avere lunghezze del corpo di 65 centimetri con un’apertura alare di 120-140 centimetri. L’aspetto apparentemente “minaccioso” può essere incentivato anche dall’apice della mandibola superiore che curva verso il basso e che, insieme ad una macchia rossa presente sulla mandibola inferiore, caratterizza il robusto becco giallo. In inverno la testa ed il collo sono di colore bianco con strie brune mentre il dorso è grigiastro con le parti ventrali del corpo bianche; invece in estate la testa, il collo ed il petto sono di colore bianco quasi puro. Le ali sono di colore grigio scuro con la punta alare nera punteggiata da macchie bianche terminali. I giovani hanno invece una livrea marrone screziata  che con il passare del tempo diventa sempre più simile a quella degli individui adulti (solitamente assumono il piumaggio adulto al terzo anno di età). Questa differenza tra adulti e giovani è una colorazione criptica nata come adattamento contro la predazione.

P_20170815_190153La distribuzione geografica di questa specie (e in generale di tutta questo genere) è molto ampia: dalle coste atlantiche della Francia a quelle dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo e sul bacino del Mar Nero. Anche se l’habitat più frequente è quello delle coste marittime e delle zone umide costiere, è possibile trovarlo anche nell’entroterra in presenza di grossi corsi d’acqua o di laghi estesi, infatti non disdegna gli habitat rivieraschi. Inoltre è possibile vederlo nidificare su pareti rocciose ma anche su coste sabbiose o ghiaiose.

Riguardo alla sua distribuzione, è interessante un riferimento allo stato di specie migratoria presente in una fantasiosa intervista a cura di Attilio Rinaldi (Presidente Centro Ricerche Marine di Cesenatico) in cui si immagina di rivolgersi ad un ipotetico gabbiano in grado di parlare la nostra lingua. In questo testo viene fatto riferimento che gli antichi testi di ornitologia lo definivano come una specie migratrice e che solo dalla fine dell’Ottocento è stato riscontrato un comportamento stanziale probabilmente causato dal fatto che il gabbiano è una specie opportunista e si è ben adattata all’uomo e al suo stile di vita che permettono a Larus michahellis di reperire facilmente del cibo dalle discariche o dagli scarti dei pasti o del pescato. Inoltre, nei periodi in cui il cibo scarseggia, il gabbiano reale mediterraneo è in grado anche di spostarsi di parecchi chilometri lontano dal mare e dai siti di nidificazione al fine di trovare qualcosa con cui alimentarsi.

P_20170815_190025In generale Larus michahellis ha abitudini gregarie e nidifica in colonie che possono raggiungere ragguardevoli dimensioni numeriche. Non di rado è possibile vederlo volteggiare in maniera aggraziata sopra le teste dei bagnanti, a volte intento in vertiginose manovre in volo, a volte con un volo veleggiato ad ali immobili sfruttando i venti costieri. Nonostante la presenza di piedi palmati (è in grado di posarsi sull’acqua galleggiando e nuotando), le zampe sono relativamente lunghe e gli permettono una locomozione tutt’altro che impacciata sulla terraferma.

P_20170815_190244Come già molti attenti osservatori avranno potuto notare durante i propri spostamenti in aree popolate dai gabbiani, questi ultimi hanno abitudini alimentari molto varie che possono spaziare dalla predazione di pesci, crostacei, molluschi, insetti ma anche di semi, frutta, carogne e rifiuti dell’uomo (elemento che probabilmente lo ha reso poco timido nei confronti della specie umana).

L’unica covata annuale si verifica durante la stagione riproduttiva compresa nei mesi tra aprile e luglio. In questo periodo i maschi si affrontano imponendo la propria dominanza allargando le ali e “afferrando” il becco dei contendenti. Una volta formata la coppia, essa prepara un nido a terra (formato da erba, alghe ed ogni sorta di materiale per lo più vegetale) all’interno del quale saranno deposte dalle 3 alle 4 uova circa che verranno covate alternatamente sia dal maschio che dalla femmina per una trentina di giorni. Un fatto curioso sulla schiusa delle uova: essa è asincrona e quindi i pulcini presenteranno diversi gradi di sviluppo e che essi verranno alimentati soprattutto dal maschio.

P_20170815_185730Anche se lo stato di conservazione del gabbiano reale mediterraneo è favorevole e non compare nella “Lista Rossa” italiana, viene comunque considerata una specie protetta (anche in Italia con la Legge 11 febbraio 1992, n.157) ed il cui sfruttamento non dovrà compromettere la sopravvivenza (convenzione di Berna, all. III). In seguito a tutto ciò, forse è meglio conoscere approfonditamente e considerare il gabbiano reale come un possibile “coinquilino” delle nostre città per una convivenza sana.

 

Emmanuele Occhipinti

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con EnvironMental.

 

Bibliografia e sitografia:

  • Céline Duhem , Eric Vidal , Jérôme Legrand & Thierry Tatoni (2003) Opportunistic feeding responses of the Yellow-legged Gull Larus michahellis to accessibility of refuse dumps, Bird Study;
  • “Feeding ecology of yellow-legged gulls Larus michahellisin the western Mediterranean: a comparative assessment using conventional and isotopic methods”, Raül Ramos, Francisco Ramírez, Carolina Sanpera, Lluís Jover and Xavier Ruiz; Marine Ecology Progress Series, 377 February 26 2009), pp. 289-297;
  • “Prima nidificazione accertata di gabbiano reale Larus michaellis in Calabria” (Francesco Sottile);
  • “Gabbiano reale in città: indicatore: di sostenibilità della gestione del territorio e del ciclo dei rifiuti urbani” di M. Dinetti (http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/periodici-tecnici/reticula/Reticula_n9.pdf#page=22);
  • “Gabbiani a Venezia: splendidi uccelli in una splendida città?” Cecilia Soldatini, Danilo Mainardi;
  • “Comportamento alimentare del gabbiano reale mediterraneo nidificante in ambiente urbano” (Lucidi Pia);
  • “The diet of Atlantic Yellow-legged Gulls (Larus Michaellis atlantis) at an oceanic seabird colony: estimating predatory impact upon breeding petrels” (Rafael Matias, Paulo Catry);
  • “Foraging distances of a resident yellow-legged gull (Larus michahellis) population in relation to refuse management on a local scale” (Juan Arizaga, Asier Aldalur, Alfredo Herrero, Juan F. Cuadrado, Eneko Diez, Arine Crespo);

Per altri approfondimenti si consigliano anche i seguenti testi:

  • Meschini E., Frugis S., 1993. “Atlante degli uccelli nidificanti in Italia”;
  • Fasola M., 1984 “Censimento preliminare dei Laridae svernanti in Italia”;
  • LIPU e WWF (a cura di) Calvario E., Gustin M., Sarrocco S., Gallo-Orsi U., Bulgarini F., Fraticelli F., 1999. “Nuova Lista rossa degli uccelli nidificanti in Italia”;
  • Cramp S., Simmons K.E.L., 1983. Birds of the Western Paleartic: Handbook of the Birds of Europe, the Middle East and North Africa. Vol III (Waders to Gulls). Oxford University Press, Oxford;
  • Cramp S., Simmons K.E.L., 1983. Birds of the Western Paleartic: Handbook of the Birds of Europe, the Middle East and North Africa. Vol III (Waders to Gulls). Oxford University Press, Oxford.

 

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